visite didattiche

 

 

 

 

VALLI DEL NATISONE. Passeggiata insolita tra campi, boschi, musei, bunker e chiesette votive.

Partiamo in pullman in direzione di San Pietro al Natisone. Facciamo L pausa caffè prima di iniziare la passeggiata. Cominciamo le visite con il Museo SMO (Slovensko Multimedialno Okno – Finestra multimediale slovena). Si tratta di un museo di paesaggi e narrazioni per un’affascinante esperienza multisensoriale che sceglie un approccio narrativo per raccontare il territorio. Da qui a piedi raggiungiamo la Chiesetta di San Quirino, luogo del parlamento della Slavia dove i decani delle Banche di Antro e di Merso si radunavano quando lo richiedeva il comune interesse o per eleggere il decano grande, unico interlocutore con la Repubblica di Venezia. Superato uno scorcio emozionante sul Natisone e il paese di Vernasso, raggiugiamo la Chiesetta di San Bartolomeo del XV secolo, costruita nello stile gotico sloveno e dotata di un bellissimo zlati oltar (altare intagliato, dipinto e dorato) firmato, nel 1689, dal maestro intagliatore Jernej Vrtav di Caporetto. L’interno è affrescato dal Maestro Bartolomeo della scuola di Škofja Loka. La camminata prosegue con l’imponenza del Monte Matajur e del famoso geosito di Vernasso, straordinario deposito di fossili marini conosciuto in tutto il mondo come unico corpo sedimentario originato da un singolo episodio geologico. Da qui si prosegue verso le pendici del Karkos, da secoli sentinella e difesa da incursioni straniere e sede di un bunker della guerra fredda. Si tratta della galleria di Purgessimo, uno dei pochi esempi di manufatto in caverna in carico alla fanteria d’arresto dell’Esercito Italiano. Ci addentriamo nel bosco e sostiamo di fronte allo spettacolo delle acque del torrente Alberone che forniscono energia al Molino Pussini. Il torrente scorre al nostro fianco mentre raggiungiamo la Chiesetta di San Silvestro Papa del 1498, set del film “Missione di Pace” di F. Lagi con Silvio Orlando. Nel paese di Picon saliamo sul pullman per raggiungere Clenia e visitare l’antica chiesetta di Sant’Antonio Abate, del XIV secolo, con il suo zlati oltar ottimamente conservato. Da qui a piedi, attraverso il Klančič, raggiungiamo la cima del Monte Roba e Monte Barda caratterizzate dalla presenza di trincee della grande guerra e da un Castelliere utilizzato dai romani a difesa della città di Cividale. Scollinata San Pietro, ritroviamo il pullman per il rientro.

Il percorso, privo di difficoltà, si svolge prevalentemente in piano su strada asfaltata, sentiero e carrareccia con un dislivello di circa 100 m.; sono comunque raccomandate le scarpe comode. 

Domenica 4 Agosto 2019

Partenza in pullman granturismo alle ore 7.45 da Udine - Teatro G. da Udine, lato Viale Trieste (7.30 Galleria Artemisia - Mortegliano). Rientro previsto per le 18.30 circa. Costo di partecipazione (base 30 persone) Euro 39,00 (soci sostenitori Euro 37,00) comprensive di: pullman granturismo – offerta entrata al museo SMO entrata al bunker –  pranzo-degustazione, bevande comprese – accompagnatore delle valli del Natisone per tutto il giorno. Adesioni entro il 18 Luglio

Guida/accompagna: Antonio De Toni  della Pro Loco Nediške Doline Valli del Natisone

 

 

SULLE ORME DEL GRANDE IMPERO PRUSSIANO: tanta Polonia e del resto un po’! 

Partiamo nel primo pomeriggio del venerdì, sostiamo per una cena sportiva lungo il percorso e per il pernottamento raggiungiamo Bratislava, la capitale della Repubblica Slovacca. I palazzi che circondano la piazza principale sono di chiara influenza asburgica, i colori sono accesi e una passeggiata notturna è d’obbligo. Il giorno successivo raggiungiamo il confine con la Polonia. Entriamo dalla Malopolska, la Piccola Polonia, ricca di foreste e circondata dai pittoreschi monti Tatra. Qui, nel paese di  Dębno Podhalanskie la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, costruita in larice, è uno dei migliori esempi di architettura gotica in legno. Lì accanto, sul fiume Dunajec, un’escursione con le zattere ci restituisce adrenalina e vigore. Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo verso Cracovia ma prima di entrare in città un emozionante passeggiata all’interno delle miniere di sale di Wieliczka ci aspetta. Cracovia è una delle più belle città d’Europa, per fortuna risparmiata dalle distruzioni della guerra. La nostra passeggiata inizia dalla piazza del mercato con la bella chiesa di Santa Maria, la torre del municipio e il mercato dei tessuti. Non manchiamo il Wawel, la cittadella fortificata, con il castello rinascimentale e la cattedrale gotica, sede di incoronazione e sepoltura dei reali. Lasciata Cracovia, ci dirigiamo a est. Dalle solitarie strade di campagna che attraversano le pianure della Masovia, si scorgono isolati filari di salici, distese di frutteti e prati sconfinati che rivestono le valli solcate da fiumi ricchi di acque. Ci fermiamo a Sandomierz. Qui la migliore visita si gode dal fiume Vistola. Siamo fuori dalle mete turistiche anche se la sua cattedrale dedicata alla Natività della Vergine custodisce affreschi russo-bizantini del XV secolo mentre la chiesa di San Giacomo è una meravigliosa basilica tardo romanica in mattoni, quasi certamente opera di maestranze lombarde. Per il pomeriggio raggiungiamo Lublino. Unica sede universitaria ebrea della Polonia, prima della guerra, la città vecchia è annunciata dalla porta Cracoviana. Visitiamo la bella cattedrale, la chiesa dominicana, il quartiere ebraico, il castello dalla facciata neogotica nel cui interno c’è la cappella della Santissima Trinità, interamente rivestita di affreschi bizantini del 1400. Per il pernottamento raggiungiamo Varsavia. La capitale meriterebbe giorni ma almeno una lunga passeggiata, soprattutto nella città vecchia, non può mancare. Circondato in parte da mura medievali, l’antico centro si è formato tra il XIII e il XIV secolo, intorno al castello dei duchi di Masovia;  l’angolo più pittoresco è la piazza del mercato con i suoi palazzi policromi, la cattedrale di San Giovanni Battista e il Castello Reale, ricostruiti con dovizia. Accanto alla città vecchia si sviluppa quella nuova che divenne una realtà urbana già nel 1408. Popolata e vivace fino a tarda notte, Varsavia è una sorpresa! Lasciamo la capitale per dirigerci a nord. Le regioni della Varmia,  della Masuria e della Podlachia sono conosciute come le terre dei 1000 laghi. È una Polonia inaspettata, ricca di vaste foreste e dolci rilievi morenici costellati di innumerevoli laghi e fiumi; non ci sono grandi città e tantomeno centri industriali… Pernottiamo  in questo angolo di paradiso circondati dall’acqua poco sotto la Bielorussia. A Swieta Lipka c’è uno dei santuari più importanti del culto mariano in Polonia. Durante la controriforma fu una roccaforte cattolica del ducato protestante di Prussia, arricchendosi a dismisura; oggi, il magnifico interno interamente affrescato a trompe l’oeil da Mathias Mayer, resta uno degli esempi più interessanti di arte barocca polacca. Continuiamo verso ovest fino a raggiungere Elbląg. Fondata dai cavalieri teutonici e un tempo porto importante al pari di Danzica, oggi è conosciuta per le tecnologie dell’energia. Intorno alla cittadina e fino al mare, un’incredibile rete di canali, chiuse e binari, permettono alle chiatte di essere trascinate sulla terra e passare da un lato all’altro su terraferma, serpeggiando per ben 212 chilometri… Ne percorriamo una decina in poco più di due ore fra risate, schizzi d’acqua e corse fuoribordo mentre Roberto ci fotografa da lontano…Il grande castello dei Cavalieri Teutonici di Malbork, patrimonio dell’Unesco dal 1997, fu iniziato nel XIII secolo. Nel 1309 la città fortificata divenne la capitale di uno Stato indipendente fondato dall’Ordine e, a partire dalla fine del ‘300, Palazzo dei Grandi Maestri; oggi restituisce intatta tutta la sua imponenza, disposto su quattro piani che, nell’Europa medievale, non avevano uguali in bellezza. Danzica è senz’altro una tra le più belle città del Nord Europa. I meravigliosi edifici raccontano una storia che ha più di 1000 anni. Dal 1361 divenne parte della Lega Anseatica accrescendo ulteriormente il suo prestigio economico già iniziato nel 1308 quando fu conquistata dai cavalieri teutonici. Dalla seconda metà del ‘400 fino alla fine del ‘700, Danzica era uno dei porti più importanti sul Mar Baltico. Per secoli fu la città più ricca della Polonia e purtroppo qui nel 1939 fu sparato il primo colpo di cannone della seconda guerra mondiale. A lei dedichiamo un’intera giornata passeggiando in mezzo ai vicoli della città vecchia e del porto, curiosando le case dei grandi mercanti, i palazzi delle Compagnie del commercio, le chiese e le eleganti case dai frontoni nordici. Ripartiamo da Danzica salendo ancora a nord-ovest senza lasciare il mare. Le  spiagge meravigliose e animate delle località turistiche sul Baltico sono le attrattive principali della Pomerania. La piccola penisola di Hel è il risultato di banchine di sabbia trasportate dalle correnti marine; a Leba il Parco Nazionale Slowinski è famoso per le grandi dune mobili di sabbia che si spostano di circa 9 metri l’anno, lasciandosi alle spalle cimiteri di alberi. A Darlowo, una delle città più attraenti della costa, la banchina brulica di turisti e bancarelle del pesce. Oltrepassata Kołobrzeg raggiungiamo il bacino di Wolin. La Germania è a pochi chilometri davanti a noi mentre salutiamo il Mar Baltico, voltiamo a sinistra e scendiamo a Stettino, la cittadina che vale l’ultima passeggiata polacca. Anche se lontano dal mare, l’importante porto smista sia il traffico fluviale che quello marittimo ed è collegato a Berlino tramite l’Oder e i vari canali. Nel IX secolo era solo un piccolo villaggio di pescatori raccolto intorno a un castello ma nel 1243 ottenne lo statuto di città e subito si unì alla Lega Anseatica. Oggi il centro storico resta molto pittoresco: su una ripida altura il castello dei duchi di Pomerania, la grande porta del tributo prussiano, il museo marittimo, la bella cattedrale di San Giacomo. Salutiamo la Polonia e iniziamo la nostra discesa; dopo pochi chilometri entriamo in Germania.  Misuriamo  quel che era l’est del secolo breve…del quale non rimane ormai traccia: ecco le indicazioni per Berlino, Potzdam, Lipsia… finché arriviamo a Dresda. Chiamata anche la Firenze sull'Elba per le ricche collezioni d'arte, i palazzi barocchi e i monumenti architettonici come la Fraukirche, lo Zwinger e la Semperoper, Dresda è capoluogo della Sassonia e città famosa in tutto il mondo. Non è grande ma affascinante per la sua bellezza, il paesaggio fluviale e la ricchezza culturale per la quale primeggiano pittura e musica. Riprendiamo la discesa e di lì a poco rientriamo in Repubblica Ceca. Oltrepassata Praga ci fermiamo a dormire all’altezza di Tabor. L’ultimo giorno, dopo la bella Český Krumlov, entriamo in Austria, all’altezza di Lienz attraversiamo il Danubio e, passata a Salisburgo, l’Italia si avvicina…. Villaco… le montagne…il Friuli e Udine!  

Dal 9 (pomeriggio) al 18 Agosto 2019

La quota di partecipazione (base 35 partecipanti) è fissata in Euro 940,00 (soci sostenitori Euro 930,00) comprensive di: Pullman granturismo – Sistemazione in hotel 3* e 4* in camere doppie – Trattamento di mezza pensione (prima colazione e cena, ad esclusione della seconda a Cracovia) – Un paio di pranzi sportivi lungo il percorso – Guide locali ove previste – Tutti gli ingressi indicati – Escursione in zattera sul fiume Dunajec – Escursione in barca sui canali a Elbląg – Guida/accompagnatore al seguito. Adesioni entro il 31 Maggio con il versamento di Euro 300,00 a titolo di caparra. La data del saldo e il programma dettagliato saranno comunicati ai partecipanti.

Guida/accompagna: Annaluisa Gori – Guide locali –  Driver: Roberto

Tour in programmazione

 

 

GRECIA. Le isole Egee nord-orientali e un po’ di terraferma 

Con un volo serale atterriamo a Salonicco alle porte della penisola Calcidica, nella regione più settentrionale della Grecia. Il giorno successivo raggiungiamo Kavala.  Questa piccola cittadina affacciata sul mare fu la prima in cui San Paolo mise piede tra il 50 e 51 d.C. nel corso del suo viaggio a Filippi ma l’impronta più evidente è stata lasciata dalla lunga occupazione turca, dalla fine del 1300 all’inizio del 1900. Da Kavala salpa il traghetto che, in meno di un’ora, ci porta alla prima delle isole Egee nord-orientali: Thassos. Nell’omonimo capoluogo le vestigia del borgo antico e il modo in cui si fondono con l’attuale urbanizzazione, costituiscono le principali attrattive: parte della piazza centrale è occupata dalle fondamenta di una basilica bizantina mentre la via Panagia taglia un vasto santuario di Eracle, prima di oltrepassare una porta monumentale. Facciamo il giro della piccola isola, poco più di 90 chilometri, prima di riprendere il traghetto che ci riporta in terraferma.  Per il giorno successivo è Samotracia. In questa piccola isola, per quasi un millennio, il Santuario dei Grandi Dei rappresentò il fulcro della vita religiosa delle antiche Eolia, Tracia e Macedonia. Qui i francesi, nel 1863, rinvennero la famosa Nike, la vittoria alata, che ora possiamo ammirare al Louvre. Il racconto delle divinità e dei riti misterici di Samotracia si dipanano mentre camminiamo per esplorare l’isola. Con un traghetto da Kavala continuiamo la nostra navigazione nel Mar Egeo per approdare a Mitilene, nella celeberrima isola di Lesbo. Meta di vacanze, prediletta già in epoca romana per i fitti boschi meridionali, il bellissimo mare e i magnifici frutteti, tanto da essere nominata giardino dell’Egeo dagli ottomani, Lesbo ha dato i natali a numerosi artisti tra cui spicca il nome della grande poetessa lirica del VII sec. a.C.: Saffo. Ci posizioniamo qui, in un villaggio sul mare, alternando piacere e visite guidate: la bella Mitilene con il museo archeologico, il Theofilos e la collezione Teriade; Sigri, all’estremità occidentale dell’isola con una minuscola cappella bizantina a picco sul mare… Agiasos considerata la più bella, custode di un’icona attribuita a San Luca. Dopo quasi quattro giorni di ozio e virtù salpiamo da Mitilene in direzione dell’isola di Chio. Malgrado abbia conosciuto un certo benessere sin dai tempi antichi, l’isola odierna ha le sue radici nel Medioevo. Sotto i genovesi grazie al controllo del commercio della resina mastice, Chio diventò uno dei più ricchi domini mediterranei e così rimase sotto il governo ottomano fino all’inizio del 1800 quando gli isolani furono decimati da uno degli eccidi più sanguinosi della lotta per l’indipendenza. Indugiamo fino al sabato pomeriggio in quest’isola visitando il Kastro, eretto dai bizantini e migliorato dei genovesi, al quale accediamo per la porta maggiore, i famosi villaggi di resina mastice, 20 borghi nella zona meridionale dell’isola conosciuti come mastichochoria e il monastero di Néa Moní. Sabato, nel tardo pomeriggio, un traghetto salpa da Chio per raggiungere il grande porto del Pireo poco sotto Atene. Ancora una notte in terra greca prima che un volo ci riporti in Italia. Lunedì riprenderà a suonare la campanella…

Da venerdì 30 Agosto (pomeriggio) a domenica 8 Settembre 2019

La quota di partecipazione (base 35 persone) è fissata Euro 1.095,00 (soci sostenitori Euro 1.085,00) comprensivi di: Volo A/R: Bologna/Salonicco e Atene/Verona – Franchigia bagaglio a mano (i bagagli pesanti saranno caricati due giorni prima sul pullman che ci precede via terra) – Pullman granturismo – Pernottamenti in hotel 3/4* in trattamento di mezza pensione (colazione e cena) – Pensione completa a Lesbo – Traghetti: Kavala/Thassos/Kavala in passaggio ponte; Alexandropoli/Samotracia/Alessandropoli in passaggio ponte; Kavala/Lesbo in cabine doppie con servizi privati e trattamento di pernottamento – Lesbo/Chio in passaggio ponte; Chio/Pireo in passaggio ponte – guide locali ove previste – Guida/accompagnatore al seguito. Adesioni entro il 12 Giugno con versamento di Euro 400,00 a titolo di caparra. La data del saldo e il programma dettagliato saranno comunicati ai partecipanti.

Guida/accompagna: Annaluisa Gori – Guide locali – Driver: Roberto 

Tour in programmazione

 

 

ILLEGIO. Casa delle Esposizioni: “Maestri” e GEMONA 

Ognuno, nella vita, ha incontrato dei maestri che hanno lasciato in noi un segno incancellabile e hanno piantato, nella nostra memoria, una fiaccola che resta accesa anche nei momenti di grande buio; senza l'incontro con queste persone non saremmo quello che siamo. Ognuno di noi nella sua vita ha, a propria volta, la possibilità, ed anche il dovere, di essere, pur senza presunzione, maestro per qualcun altro, che ci è stato affidato o che si affianca a noi, al quale trasmettere quel che abbiamo imparato non solo nel campo delle nostre attività ma anche, più in generale: un vero maestro insegna a vivere! Non esiste comunità, né disciplina, né mestiere, né arte e nemmeno cammino spirituale verso Dio senza i suoi maestri e i suoi discepoli, senza chi trasmette e accompagna e chi apprende. La trasmissione del sapere, del saper essere, del saper giudicare e del saper fare ha più conseguenze sullo sviluppo dell'umanità rispetto a quante ne abbiano le innovazioni tecnologiche o la crescita economica. La trasmissione della sapienza è futuro, il resto è attrezzatura: senza sapienza, non si produce che confusione… 

Per il pranzo raggiungiamo Tolmezzo e ci attardiamo fra le bancarelle della Sagra delle mele. Nel primo pomeriggio, sulla strada del rientro, sostiamo a Gemona per la visita del bellissimo Duomo, uno dei monumenti religiosi medioevali più importanti della regione, un gioiello incastonato tra il cielo aperto e l’aspra montagna. Anch’esso gravemente danneggiato dal sisma del 1976, fu salvato con un’ardita opera di recupero strutturale e di restauro artistico. L’antica chiesa, menzionata per la prima volta in un documento del 1190, fu sottoposta tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo a lavori di ampliamento ad opera dei maestri Griglio e la riconsacrazione avvenne il giorno di Pentecoste del 1337. Anche se alterata da una ristrutturazione del primo Ottocento, la facciata colpisce per la ricchezza di sculture ed elementi decorativi ed è arricchita da tre rosoni. Splendido è quello centrale (1334-1336), opera del maestro lapicida Buzeta, che realizzò un mirabile “gioco continuo” di archi e colonne che si rincorrono leggeri e s’intrecciano docili come giunchi… un meraviglioso ricamo di pietra! Sotto la cornice marcapiano, nel corpo centrale, si apre l’originale Galleria dei Re Magi ad archi trilobi, nella quale sono collocate nove statue raffiguranti due scene dell’Epifania. A colpirci è la colossale e ardita statua di San Cristoforo, protettore dei viandanti, alta ben sette metri, composta da blocchi di pietra arenaria e il portale romanico nella cui lunetta, d’ispirazione veneto-bizantina, si celebra il Giudizio Universale. Numerose sono le opere d’arte custodite all’interno: un monumento funerario romano (I-II secolo d.C.) trasformato in vasca battesimale con bassorilievi del X-XI secolo; un Crocifisso ligneo quattrocentesco, estratto dalle macerie irrimediabilmente mutilo, divenuto simbolo della distruzione del terremoto, un’ancona lignea dipinta e dorata del veneziano Andrea Moranzone, deturpata da bruciature, una toccante Pietà del primissimo ‘400… e altro ancora. Rientro a Udine nel tardo pomeriggio.

Domenica 22 Settembre 2019

Partenza in pullman granturismo alle ore 8.00 da Udine Teatro, lato Viale Trieste (ore 7.40 Galleria Artemisia - Mortegliano). Rientro previsto per le 18.00 circa. Costo di partecipazione (base 35 persone) Euro 32,00 (soci sostenitori Euro 30,00) comprensive di: pullman granturismo – ingresso alla mostra con visita guidata – visita guidata a Gemona – guida/accompagnatore al seguito. Adesioni entro il 7 Settembre

Guide interne alla Casa delle Esposizioni di Illegio – Guida/accompagna: Annaluisa Gori

In conformità con le normative vigenti in materia, i viaggi si avvalgono dell’organizzazione tecnica di A. di V. abilitate. I tour in programmazione non sono confermati ma solo proposti. All’atto della conferma i partecipanti riceveranno foglio notizie con eventuali variazioni e dettaglio degli operatori. I tour sono riservati agli iscritti, ai soci sostenitori e ai loro familiari.

Per i viaggi: Comunicazione obbligatoria ai sensi dell’art. 16 della legge n. 269 del 3 agosto 1998:

 

“La legge italiana punisce con la pena della reclusione i reati inerenti alla prostituzione e alla pornografia minorile, anche se gli stessi sono commessi all’estero”